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	<title>Be Cuoco</title>
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		<title>Paella ai frutti di mare, la ricetta del famoso piatto tipico spagnolo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Estera]]></category>
		<category><![CDATA[frutti di mare]]></category>
		<category><![CDATA[paella]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[La paella ai frutti di mare o &#8220;di mariscos&#8221; è indubbiamente il piatto spagnolo più conosciuto al mondo. Rivisitato in mille modi, la paella di pesce rimane sempre un ottimo piatto unico, in cui crostacei, verdure e pollo si amalgamano ricordando ambienti esotici. Sappiamo già tutti che la cucina italiana è insuperabile. Aldilà dei Pirenei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5571" src="http://becuoco.it/files/2012/05/paella.jpg" alt="" width="515" height="430" /></p>
<p><em><strong>La paella ai <a href="http://becuoco.it/5372/spaghetti-ai-frutti-di-mare-la-ricetta-per-un-gusto-inimitabile/">frutti di mare</a> o &#8220;di mariscos&#8221; è indubbiamente il piatto spagnolo più conosciuto al mondo. Rivisitato in mille modi, la paella di pesce rimane sempre un ottimo piatto unico, in cui crostacei, verdure e pollo si amalgamano ricordando ambienti esotici.</strong></em></p>
<p>Sappiamo già tutti che la cucina italiana è insuperabile. Aldilà dei Pirenei però è possibile godere dei sapori mediterranei più particolari, quelli della cucina spagnola: la paella rappresenta il piatto forte di una lunga tradizione che deve il suo nome alla grande &#8220;padella&#8221; in cui viene preparato.</p>
<p><strong>Difficoltà: </strong>facile</p>
<p><strong>Tempo: </strong>30 minuti</p>
<p><strong>Ingredienti per 8 persone:</strong></p>
<ul>
<li>450 gr di riso</li>
<li>8 gamberi</li>
<li>100 gr di vongole</li>
<li>1 seppia grossa</li>
<li>200 gr di pollo</li>
<li>2 pomodori maturi</li>
<li>10 fagiolini verdi</li>
<li>1/2 cipolla</li>
<li>1 spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>sale</li>
<li>pepe</li>
<li>4 cucchiai di olio d&#8217;oliva extravergine</li>
<li>1/2 dado di pollo</li>
<li>zafferano in polvere</li>
<li>50 ml di vino bianco</li>
<li>spicchi di limone</li>
</ul>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Sciacquare il <strong>riso</strong>, poi metterlo a sgocciolare in un colapasta. Lavare i <strong><a href="http://becuoco.it/4111/follarello-di-gamberi-3/">gamberi</a></strong> in acqua salata e asciugarli. Privarli dell&#8217;intestino, aiutandovi con uno stecchino, e levare le zampe. Lavare molto bene le <strong>vongole</strong>. Dividere la sacca della <strong>seppia</strong> dai tentacoli e togliere l&#8217;intestino. Levare anche la cartilagine e sciacquare la seppia internamente. Asciugarla e toglierle la pelle, poi tagliare la sacca, creando degli anelli dello spessore di 7 &#8211; 8 mm. Eliminare le ventose e dividere i tentacoli.</p>
<p>Incidere una croce sulla pelle dei <strong>pomodori</strong>, immergerli in acqua bollente e poi sbucciarli. Levare i semini e tagliarli a dadini. Mondare e tagliare in due i <strong>fagiolini</strong>, poi tritare sia <strong>cipolla</strong> che <strong>aglio</strong>. Tagliare il pollo a cubetti ed insaporite con sale e pepe. Scaldate un cucchiaio e mezzo di olio in un&#8217;ampia casseruola. Metterci il <strong>pollo</strong> e, a fuoco moderato, fargli prendere una bella doratura. Trasferirlo quindi in una terrina.</p>
<p>Mettere nella casseruola l&#8217;aglio e le vongole e farle saltare su fuoco alto. Quando l&#8217;aglio incomincerà a imbiondire, allora aggiungere i gamberi e la seppia. Farli saltare, aggiustando di sale e pepe. Aggiungere poi i pomodori, i fagiolini e il <strong>vino</strong> <strong>bianco</strong>. Quando le vongole si saranno aperte, spegnere il fuoco e trasferire tutto, sugo compreso, nella terrina del pollo.</p>
<p>Lavare la casseruola, poi far scaldare 2 cucchiai e mezzo di olio. Aggiungere la cipolla e farla soffriggere su fuoco moderato. Quando si sarà appassita, aggiungete il riso e tostatelo per 5 -6 minuti, mescolando. Preriscaldare il <strong>forno</strong> a 180°. Scaldare in un pentolino 600 ml di acqua, aggiungere il dado e un cucchiaino di sale. Poco prima di raggiungere l&#8217;ebollizione, aggiungere lo zafferano. Spegnere il fuoco.</p>
<p>Mettere la casseruola con il riso su fuoco moderato e versarci il brodo. Cuocere, mescolando con la spatola di legno, per 4 &#8211; 5 minuti. A tempo debito, incorporare tutti gli ingredienti della paella e mescolare il tutto. Spegnere il fuoco. Trasferire i tutto in una teglia ed infornare, a <strong>180°</strong> sulla griglia centrale per circa <strong>15</strong> <strong>minuti</strong>. Servire decorando con <strong>spicchi</strong> <strong>di</strong> <strong>limone</strong>. Buon appetito!</p>
<p>Fonte immagine: Online-news.it</p>
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		<title>Frutta e verdura confezionata, tutto ciò che c&#8217;è da sapere sui cibi pronti da mangiare</title>
		<link>http://becuoco.it/5546/frutta-e-verdura-confezionata-tutto-cio-che-ce-da-sapere-sui-cibi-pronti-da-mangiare/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Dietetici]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>

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		<description><![CDATA[La frutta e la verdura in confezioni già pronte sono sempre più frequenti sulle nostre tavole, complice il poco tempo che ci rimane per gestire i pasti in famiglia. Cerchiamo di capire, con l&#8217;arrivo della bella stagione, quali accorgimenti osservare per continuare a mangiare sano nonostante il poco tempo per organizzarci. Frullati e frappè pronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-5548" src="http://becuoco.it/files/2012/05/Frutta-560x315.jpg" alt="" width="560" height="315" /></p>
<p><strong><em>La frutta e la verdura in confezioni già pronte sono sempre più frequenti sulle nostre tavole, complice il poco tempo che ci rimane per gestire i pasti in famiglia. Cerchiamo di capire, con l&#8217;arrivo della bella stagione, quali accorgimenti osservare per continuare a mangiare sano nonostante il poco tempo per organizzarci.</em></strong></p>
<p>Frullati e frappè pronti al banco frigo, passati di verdure da scaldare in 5 minuti, insalate già lavate in <strong>confezione</strong>: negli ultimi anni si è fatta molto più ampia l&#8217;offerta di pasti e spuntini sani, ovvero a base di <strong><a href="http://becuoco.it/5452/frutta-antiossidante-segreti-per-vivere-meglio/">frutta e verdura</a></strong>, pronti per essere utilizzati. Si tratta dei cosiddetti &#8220;<strong>semilavorati</strong>&#8220;, prodotti ortofrutticoli che, dopo un trattamento di selezione e cernita, oltre che di lavaggio e asciugatura, vengono confezionati e distribuiti.</p>
<p><span id="more-5546"></span></p>
<p>Aldilà del poco tempo che abbiamo per nutrire il nostro corpo, è importante sapere se questa tipologia di cibi semi &#8211; freschi è sana quanto il prodotto fresco. Suggerimento fondamentale: <strong>leggere l&#8217;etichetta e osservare l&#8217;aspetto del prodotto</strong>. Nel caso delle insalate pronte da mangiare dobbiamo assicurarci che siano poste in <strong>banchi refrigerati</strong>, che non ci siano troppe goccioline di condensa e che non siano presenti parti nere o molli, indice di una degradazione del prodotto.</p>
<p>Da un punto di vista nutritivo, frutta e verdura riescono a conservare le proprie sostanze grazie ai &#8220;<strong>fitochimic</strong>i&#8221;, <a href="http://becuoco.it/5460/alimenti-indispensabili-in-cucina-per-il-benessere-del-fisico-e-del-cuore/">sostanze antiossidanti</a> che si trovano nei prodotti freschi. Il principale nemico di queste sostanze è l&#8217;<strong>esposizione all&#8217;aria e al calore</strong>. Nel caso delle insalate pronte è fondamentale che <strong>non si interrompa la catena del freddo</strong>: il modo in cui poi sono trattate garantisce una qualità ottimale del prodotto. In effetti, poiché le foglie confezionate continuano a respirare, all&#8217;interno del sacchetto si crea un ambiente ideale ricco di anidride carbonica e povero di ossigeno che permette un buon mantenimento.</p>
<p>Se si tratta poi di frutta vanno fatte alcune precisazioni. Anche in questo caso le confezioni da frigo hanno un&#8217;ottima qualità, sono molto più pratiche e spingono al consumo. Dato che il processo che impoverisce il prodotto è l&#8217;ossidazione, le confezioni di frutta in cubetti presentano un&#8217;<strong>atmosfera protetta</strong> al proprio interno, ovvero vi si sottrae l&#8217;aria e la si sostituisce con <strong>gas inerti</strong> che mantengono il prodotto e i suoi nutrienti intatti. La frutta e la verdura in confezione rappresentano dunque una validissima <strong>alternativa</strong> ai prodotti freschi che andrebbero sempre preferiti.</p>
<p>Fonte immagine: deabyday.tv</p>
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		<title>Melanzane per tutti i gusti, calorie e valore nutrizionale di un ortaggio estivo</title>
		<link>http://becuoco.it/5516/melanzane-per-tutti-i-gusti-calorie-e-valore-nutrizionale-di-un-ortaggio-estivo/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Dietetici]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[light]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane]]></category>

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		<description><![CDATA[Calorie e grassi ridotti: la melanzana è la scelta giusta se si vuole tenere il proprio peso sotto controllo, soprattutto quando ci si avvicina alla prova costume. Ormai siamo abituati a trovare questo ortaggio dal caratteristico colore viola tutto l&#8217;anno, ma consumarlo nei mesi freddi è un errore: quelle che compriamo in inverno provengono dall&#8217;estero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3017" src="http://becuoco.it/files/2010/05/melanzane1.jpg" alt="" width="281" height="425" /></p>
<p><strong><em>Calorie e grassi ridotti: la melanzana è la scelta giusta se si vuole tenere il proprio peso sotto controllo, soprattutto quando ci si avvicina alla prova costume.</em></strong></p>
<p>Ormai siamo abituati a trovare questo <strong>ortaggio</strong> dal caratteristico colore viola tutto l&#8217;anno, ma consumarlo nei mesi freddi è un errore: quelle che compriamo in inverno provengono dall&#8217;estero o da coltivazioni in serra e perdono gran parte del loro sapore e delle loro qualità nutrizionali. In realtà la <strong><a href="http://becuoco.it/4762/melanzane-ripiene-di-verdure/">melanzana</a></strong> ha uno <strong>scarso valore nutritivo</strong>: basso il contenuto di proteine e carboidrati, ma altrettanto scarsa la quantità di vitamine e sali minerali.</p>
<p><span id="more-5516"></span></p>
<p>Tuttavia è una delle verdure più indicate nei <strong>regimi alimentari ipocalorici</strong>: il suo apporto di grassi e calorie è molto ridotto. Per il suo <strong>potere saziante</strong> e per il fatto che si presta ad essere utilizzata in tanti modi diversi, è un alimento importante per mantenersi in forma. A patto naturalmente di non farsi tentare da fritture e impanature, o da altri piatti particolarmente golosi. Le melanzane vengono spesso cucinate con abbondanza di grassi, come nella conosciutissima <strong>Parmigiana</strong>. Se invece utilizziamo qualche accorgimento e scegliamo preparazioni più leggere, possiamo consumarla senza incidere troppo sul conteggio giornaliero delle calorie.</p>
<p>Lo scarso valore nutritivo della melanzana è compensato dalla <strong>presenza</strong> di alcune sostanze che stimolano la <strong>produzione di bile</strong> e aiutano ad <strong>abbassare il livello del colesterolo</strong> nel sangue. La buccia contiene elementi che agiscono positivamente sul <strong>fegato</strong> e l&#8217;<strong>intestino</strong>, mentre la polpa ha <strong>proprietà depurative</strong> e blandamente <strong>lassative</strong>, oltre a svolgere un&#8217;<strong>azione antibatterica</strong>. Viene anche utilizzata in cosmesi per <strong>maschere nutrienti</strong>: si schiaccia la polpa di una melanzana con una forchetta e la si applica sulla pelle del viso lasciandola agire una ventina di minuti.</p>
<p>La polpa della melanzana però si comporta come una <strong>spugna</strong>: assorbe moltissimo i condimenti. Perfetta bollita, tagliata a fette e fatta scottare senza condimenti o cotta in forno, ma è meglio non friggerla. E&#8217; possibile limitare l&#8217;assorbimento del condimento facendo prima rosolare per <strong>1 &#8211; 2 minuti</strong> un trito di aglio aggiungendo poi le melanzane a dadini insieme a 1/2 bicchere d&#8217;acqua diluito, se piace, con un pò di aceto. Ne risulterà un <strong><a href="http://becuoco.it/4548/involtini-vegetariani-di-melanzane/#more-4548">ottimo contorno</a></strong> per le allegre tavole estive. Buon appetito!</p>
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		<title>Come diminuire le calorie per dimagrire, ecco il decalogo per la stagione estiva in arrivo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 09:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[calorie]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa della bella stagione, ecco una serie di consigli per scoprire come diminuire le calorie  della dieta e dimagrire, per arrivare belle all&#8217;estate basta davvero poco! Può sembrare strano, ma spesso, indipendentemente dalla dieta, s&#8217;ingrassa (o si stenta a dimagrire) per le calorie assunte distrattamente: il doppio giro dell&#8217;olio sull&#8217;insalata, una dose di spaghetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5534" src="http://becuoco.it/files/2012/04/mela.jpg" alt="" width="405" height="475" /></p>
<p><strong><em>In attesa della bella stagione, ecco una serie di consigli per scoprire come diminuire le calorie  della dieta e dimagrire, per arrivare belle all&#8217;estate basta davvero poco!</em></strong></p>
<p>Può sembrare strano, ma spesso, indipendentemente dalla <strong><a href="http://becuoco.it/5314/ricette-light-senza-grassi-con-le-sostituzioni-si-puo/">dieta</a></strong>, s&#8217;ingrassa (o si stenta a dimagrire) per le <strong>calorie</strong> assunte distrattamente: il doppio giro dell&#8217;olio sull&#8217;insalata, una dose di spaghetti troppo generosa, un esuberante cucchiaio di zucchero. Sgarri minimi, è vero: che però, svista dopo svista, assumono un discreto peso. Ecco perchè occorre cercare di tenere sotto controllo le calorie e risparmiarne se possibile qualche manciata. Non è difficile: basta adottare semplici trucchi e chiedere aiuto ad &#8220;attrezzi&#8221; strategici, da tenere sotto mano in cucina.</p>
<p><span id="more-5532"></span></p>
<p>L&#8217;azione di risparmio calorico parte dai metodi di <strong>cottura</strong> e i più light sono il <strong>vapore</strong>, la <strong>griglia</strong> e l&#8217;<strong>antiaderente</strong>. La <a href="http://becuoco.it/5192/cucinare-light-si-puo-grazie-al-vapore/">cottura a vapore</a> conserva sapore, vitamine e minerali poichè l&#8217;acqua non entra in contatto con il cibo ed evita la dispersione di nutrienti. La <a href="http://becuoco.it/5496/la-pentola-antiaderente-per-cucinare-light/">pentola antiaderente</a> o il wok tagliano i condimenti: i cibi possono essere cotti a fiamma vivace senza olio nè burro. La <a href="http://becuoco.it/5346/mangiare-light-si-puo-ma-con-la-griglia/">griglia</a>, perfetta per verdure, carne o pesce, rende superflui i condimenti calorici.</p>
<p>Per non perdere di vista le calorie di ogni portata è bene tenere sempre sotto mano una serie di <strong>misurini</strong>. Regolarsi a occhio può essere rischioso: un cucchiaio di zucchero in più, ad esempio, equivale a 40 calorie. Poi si sa, in cucina le porzioni contano, eccome. Diversi studi hanno dimostrato che il miglio modo per tenere <strong>sotto controllo le quantità</strong> è utilizzare piatti più piccoli, come quelli da frutta.</p>
<p><strong>Pesare gli alimenti</strong> è fondamentale, anche per chi non è a dieta. Verificare a quanto corrispondono 80 g di pasta, 150 g di carne o 60 g di formaggio permette di avere sempre sotto controllo le calorie ogni pasto. Occhio anche al pane! La fragranza di michette e francesini suona come una tentazione mentre si aspetta che il cibo sia pronto o durante il pasto: mezzo panino ad esempio &#8220;regala&#8221; dalle 100 alle 200 calorie.</p>
<p>Il <strong>filo d&#8217;olio</strong> sull&#8217;insalata è una delle abitudini più a rischio per la linea. Senza rendersi conto, si arriva a versarne uno o due cucchiai, di cui ognuno apporta 90 calorie. Ma non occorre rinunciare al più sano dei condimenti, basta avere l&#8217;accortezza di versarlo prima in <strong>un cucchiaino</strong> per dosarlo. Spesso poi siamo tentati dall&#8217;aggiungere un pò di parmigiano alle nostre insalate per ottenere un sapore più deciso. Invece di tagliarlo col coltello si può usare il pelapatate, le scaglie saranno più sottili e l&#8217;insalata più <strong>leggera</strong>. Controlliamo le calorie e prepariamoci per la bella stagione!</p>
<p>Fonte immagine: www.ok-salute.it</p>
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		<title>Risotto allo zafferano: la ricetta originale di un piatto tipico lombardo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[risotto]]></category>
		<category><![CDATA[zafferano]]></category>

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		<description><![CDATA[Direttamente dalla tradizione culinaria lombarda, vi proponiamo la ricetta originale del risotto allo zafferano.  Spesso il risotto allo zafferano è confuso con il risotto alla milanese: la principale differenza è che nel secondo manca il vino ed è presente il midollo di bue. E&#8217; un primo piatto molto facile da preparare che si presta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5525" src="http://becuoco.it/files/2012/04/Risotto-zafferano.jpg" alt="" width="499" height="315" /></p>
<p><strong>Direttamente dalla tradizione culinaria lombarda, vi proponiamo la ricetta originale del risotto allo zafferano. </strong></p>
<p><strong></strong>Spesso il risotto allo zafferano è confuso con il risotto alla milanese: la principale differenza è che nel secondo manca il vino ed è presente il midollo di bue. E&#8217; un <a href="http://becuoco.it/category/ricette/primi/">primo piatto</a> molto facile da preparare che si presta a molte varianti.</p>
<p><span id="more-5512"></span></p>
<p><strong><em>Ingredienti per 4 persone:</em></strong></p>
<ul>
<li>350 gr di riso Carnaroli</li>
<li>1 l di brodo (meglio se di verdure)</li>
<li>125 gr di burro</li>
<li>150 gr di Grana Padano grattugiato</li>
<li>1 bicchiere di vino bianco</li>
<li>1 bustina di zafferano</li>
</ul>
<div><strong><em>Procedimento:</em></strong></div>
<div>Per preparare il risotto allo zafferano iniziamo facendo sciogliere a fuoco lento in una casseruola <strong>80 gr di burro</strong>. Successivamente aggiungere la <strong>cipolla tritata</strong> finemente e mescolare con un cucchiaio di legno fino a che non sarà imbiondita.</div>
<div>Dopo ciò, versiamo nella medesima pentola il riso e, girando continuamente, aspettiamo che questo assorba tutto il burro; in seguito, alziamo la fiamma, versiamo il bicchiere di <strong>vino bianco</strong> e una volta che questo sarà evaporato, versiamo due mestoli di <strong>brod</strong>o vegetale<strong> bollente</strong>.</div>
<div>Ogni volta che il brodo risulterà completamente assorbito, versiamo altri due mestoli. Questa operazione andrà eseguita fino alla cottura del riso. A metà cottura sciogliamo in poco brodo, lo zafferano e lo versiamo nel riso amalgamandolo ad esso.</div>
<div>Quando il riso sarà cotto, spegnere il fuoco, aggiungere il <strong>formaggio grattugiato</strong> e il <strong>burro</strong> restante per mantecarlo. Prima di impiattare è consigliato aspettare <strong>qualche minuto</strong> in modo tale che il riso si insaporisca.</div>
<div>Varianti altrettanto gustose si possono ottenere mediante l&#8217;aggiunta di <strong>funghi porcini</strong> o<strong> salsiccia</strong>.</div>
<div>Fonte immagine: gingerandotomato.com</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il gelato calorie e qualità nutrizionali di un classico dell&#8217;estate</title>
		<link>http://becuoco.it/5505/il-gelato-calorie-e-qualita-nutrizionali-di-un-classico-dellestate/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[gelato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gelato è un alimento sempre più amato, e le calorie e qualità nutrizionali ci rivelano a sua completezza: è infatti ricco di proteine, grassi e zuccheri, un ottimo sostituto del pasto tradizionale. Dolce e fresco, una vera goduria per il palato, soprattutto nei mesi estivi. Il gelato è una alimento amato da grandi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5509" src="http://becuoco.it/files/2012/03/gelato.1.jpg" alt="" width="452" height="340" /></p>
<p><strong><em>Il gelato è un alimento sempre più amato, e le calorie e qualità nutrizionali ci rivelano a sua completezza: è infatti ricco di proteine, grassi e zuccheri, un ottimo sostituto del pasto tradizionale.</em></strong></p>
<p>Dolce e fresco, una vera goduria per il palato, soprattutto nei mesi estivi. Il <strong><a href="http://becuoco.it/2985/gelato-affogato-alla-banana/">gelato</a></strong> è una alimento amato da grandi e piccini, ed in Italia se ne consumano circa <strong>7 chili a testa l&#8217;anno</strong>. La maggior parte del consumo si registra nelle regioni del Nord (52%), seguite dal Sud (30%) e dal Centro (18%).</p>
<p><span id="more-5505"></span></p>
<p>Latte, panna, uova, zucchero, ma anche caffè, cacao, frutta: questi sono solo alcuni dei possibili <strong>ingredienti</strong> del gelato, una miscela che costituisce un vero e proprio <strong>alimento</strong>. Vari i nutrienti che fornisce: <strong>proteine</strong> ad alto valore biologico, facilmente digeribili e assimilabili; <strong>lipidi</strong>; <strong>zuccheri</strong> a rapido assorbimento; <strong>vitamine A</strong> e <strong>B2</strong> e <strong>sali minerali</strong>, soprattutto <strong>calcio</strong> e <strong>fosforo</strong>. Il valore calorico è molto variabile a seconda del tipo scelto: si va in genere dalle <strong>250 calorie</strong> circa per 100 gr di gelato alla crema alle <strong>120</strong> per quello alla frutta.</p>
<p>Dal lampone alla menta, dal melone allo yogurt, ce n&#8217;è davvero per tutti i gusti. Secondo i dati dell&#8217;<strong>Istituto del gelato italiano</strong>, i gusti alle creme vincono su quelli alla frutta con il 73% delle preferenze. In pole position tra più amati c&#8217;è sempre il <strong>cioccolato</strong>, seguito da nocciola, limone, fragola, crema, stracciatella e pistacchio. E se questi sono gusti classici, non mancano i sapori più imprevedibili come <strong>cannella</strong>, noce con miele di castagno, dattero, <strong>fico d&#8217;India</strong>, cachi, melograno.</p>
<p>Buone notizie anche per le più attente alla linea. Nella <strong>dieta ipocalorica</strong> il gelato è ammesso: può <strong>sostituire</strong> un pasto, e in tal caso è meglio preferire il tipo con il biscotto che, oltre agli altri nutrienti, apporta anche<strong> amido</strong>, oppure optare per i gusti alle creme che, grazie alla loro componente lipidica, rallentano il tempo di svuotamento dello stomaco, contribuendo ad assicurare il senso di sazietà. Il consiglio è consumarlo a <strong>pranzo</strong>, accompagnato da un frutto fresco. In alternativa il gelato può anche costituire un ottimo spuntino: in questo caso vanno bene una o due palline alla frutta.</p>
<p>Non mancano comunque gelati per tutte le esigenze: <strong><a href="http://becuoco.it/category/dietetici/">light</a></strong>, con un ridotto contenuto di zuccheri e grassi, per chi è a dieta; a base di <strong>latte di soia</strong> per chi ha il colesterolo alto, è allergico al latte vaccino o è intollerante al lattosio; <strong>senza glutine</strong> per i celiaci; con il <strong>fruttosio</strong> al posto del saccarosio per i diabetici. Non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta!</p>
<p>Fonte immagine: www.dolciericette.it</p>
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		<title>La pentola antiaderente per cucinare light</title>
		<link>http://becuoco.it/5496/la-pentola-antiaderente-per-cucinare-light/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 09:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Dietetici]]></category>
		<category><![CDATA[antiaderente]]></category>
		<category><![CDATA[light]]></category>

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		<description><![CDATA[La pentola antiaderente può essere considerato a tutti gli effetti un metodo di cottura light, che ci permette di usare pochi condimenti e di preservare i nutrienti. Per una cucina sana e gustosa basta seguire alcune regole. Le pentole antiaderenti permettono di usare meno olio, burro o altri grassi, risultano ideali per la cucina dietetica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5500" src="http://becuoco.it/files/2012/03/padella-antiaderente-425x260.jpg" alt="" width="425" height="260" /></p>
<p><em><strong>La pentola antiaderente può essere considerato a tutti gli effetti un metodo di cottura light, che ci permette di usare pochi condimenti e di preservare i nutrienti. Per una cucina sana e gustosa basta seguire alcune regole.</strong></em></p>
<p>Le pentole <strong>antiaderenti</strong> permettono di usare meno olio, burro o altri grassi, risultano ideali per la <strong><a href="http://becuoco.it/category/dietetici/">cucina dietetica</a></strong>. Inoltre non fanno bruciare i cibi e sono facili da pulire. Si sa che i grandi chef e gli scettici preferiscono affidarsi all&#8217;acciaio inox, alla ceramica e alla ghisa: in verità le pentole antiaderenti sono fatte di <strong>ghisa</strong>, <strong>acciaio</strong> o <strong>alluminio</strong>, e hanno il fondo rivestito con uno strato di <strong>politetrafluoroetilene</strong>, largamente conosciuto come <strong>teflon</strong>, un materiale che consente una cottura senza grassi.</p>
<p><span id="more-5496"></span></p>
<p>L&#8217;accusa che da sempre viene rivolta al teflon è quella di essere <strong>dannoso per la salute</strong>. Questo particolare materiale ha la proprietà di non reagire con altre sostanze, come gli alimenti, con cui entra in contatto, ma solo se perfettamente integro e utilizzato a temperature inferiori a 200 gradi. Se queste due precise condizioni non vengono rispettate, il teflon può rilasciare <strong>PFOA</strong>, un particolare <strong>acido</strong> che, secondo alcuni studi, ha effetto epato &#8211; tossico e danneggia la tiroide.</p>
<p>Per non correre rischi e continuare a <a href="http://becuoco.it/category/cucina-e-salute/">cucinare light</a> occorre seguire alcune regole.</p>
<ul>
<li>Comprare solo pentole con l&#8217;indicazione del produttore, del Paese di origine, con allegate le caratteristiche.</li>
<li>Non usare la pentola se graffiata poiché oltre a essere pericolosa per la salute, può aver perso anche le sue proprietà antiaderenti.</li>
<li>Non portare a temperature superiori a 200°. La pentola antiaderente è l&#8217;ideale per preparazioni veloci, o per saltare gli alimenti: avere l&#8217;accortezza di aggiungere un pò d&#8217;acqua durante la cottura.</li>
</ul>
<p>Anche la fase del <strong>lavaggio</strong> è delicata: mai usare pagliette abrasive e lavare la pentola antiaderente con <strong>acqua e sapone</strong> e asciugarla con carta da cucina, oppure riempirla quando è ancora calda con acqua fredda e detersivo, lavare dopo un ammollo di almeno 15 minuti. Infine ricordiamo che le pentole antiaderenti hanno vita breve, <strong>uno &#8211; due anni</strong> al massimo, vanno quindi sostituite spesso.</p>
<p>Fonte immmagine: www.salute.leonardo.it</p>
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		<title>Il sale causa ritenzione idrica e ipertensione: ecco come sostituirlo</title>
		<link>http://becuoco.it/5488/il-sale-causa-ritenzione-idrica-e-ipertensione-ecco-come-sostituirlo/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 09:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Dietetici]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sale permette di insaporire ogni pietanza, ma imparare a sostituirlo farebbe bene alla nostra salute. Seguendo pochi consigli potremmo rendere appetitosi i nostri piatti eliminando l&#8217;ingrediente responsabile di ipertensione e ritenzione idrica. Da sempre siamo abituati ad utilizzare il sale in ogni ricetta, spesso anche quando potremmo evitarlo. Il sale infatti possiede un elemento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5489" src="http://becuoco.it/files/2012/03/sale.lpg_.jpg" alt="" width="429" height="280" /></p>
<p><strong><em>Il sale permette di insaporire ogni pietanza, ma imparare a sostituirlo farebbe bene alla nostra <a href="http://becuoco.it/category/cucina-e-salute/">salute</a>. Seguendo pochi consigli potremmo rendere appetitosi i nostri piatti eliminando l&#8217;ingrediente responsabile di ipertensione e ritenzione idrica.</em></strong></p>
<p>Da sempre siamo abituati ad utilizzare il <strong>sale</strong> in ogni ricetta, spesso anche quando potremmo evitarlo. Il sale infatti possiede un elemento <strong>dannoso</strong> per la nostra salute, il sodio, responsabile di<strong> ipertensione</strong>, <strong>ritenzione idrica</strong> e <strong>impoverimento della massa ossea</strong>. Se si vuole ridurre il pericolo cardiovascolare e ottenere esteticamente un&#8217;evidente riduzione riduzione dei gonfiori non basta utilizzare meno sale e sostituirlo, dovremmo anche limitare il consumo di cibi che lo contengono come wurstel, patatine, insaccati e cibi in scatola.</p>
<p><span id="more-5488"></span></p>
<p>Un valido alleato della nostra salute e sostitutivo del sale è la <strong>lecitina di soia</strong>, che possiamo trovare al supermercato in piccoli granuli. E&#8217; una sostanza preziosa chimicamente chiamata &#8220;<strong>fosfolipide polinsaturo</strong>&#8220;, un emulsionante naturale che mantiene i grassi del sangue in sospensione, evitando la formazione di depositi solidi nelle arterie. Inoltre la lecitina di soia fa sì che il <strong>colesterolo</strong> fluisca facilmente verso il fegato per la sua naturale eliminazione. Data la sua consistenza in granuli e il suo sapore neutro, la lecitina può essere usata come condimento per insalate, carni rosse o bianche, minestre e sughi, persino nello yogurt o nel latte al posto dello zucchero.</p>
<p>Un metodo efficace per ridurre il sale è l&#8217;utilizzo del <strong>gomasio</strong>, condimento di origine asiatica oggi molto sfruttato nelle diete di ispirazione biologica e biodinamica. Il gomasio è composto da un <strong>mix di semi di sesamo</strong> tostati per un 80% e da un pizzico di <strong>sale integrale</strong> per un 20%; è possibile trovarlo nelle erboristerie e nel reparto biologico del supermercato. Il gomasio risulta ricco di <strong>vitamina E</strong> e <strong>acido folico</strong>, essenziali per mantenere le cellule giovani e sane, hanno effetto <a href="http://becuoco.it/5452/frutta-antiossidante-segreti-per-vivere-meglio/">antiossidante</a>. Il sesamo, come lo stesso sale integrale, contengono sodio: si tratta però di quantità trascurabili ma che apportano <strong>sali mineral</strong>i fondamentali. Ottimo come condimento per insalate, crostini e carni alla griglia, dal sapore sapido e mediterraneo.</p>
<p>Le <strong>erbe aromatiche</strong> si prestano come sostitutivi del sale grazie al loro piacevole e delicato profumo. Molto ricche di <strong>vitamine</strong>, le erbe aromatiche rappresentano una fonte inesauribile di <strong>calcio</strong>, <strong>ferro</strong>, <strong>flavonoidi</strong>, <strong>glucosidi</strong> e <strong>composti fenolici</strong> che contribuiscono a stimolare la secrezione biliare, favorendo così i processi digestivi. E&#8217; possibile usarne in quantità libere, aggiungendole a crudo sui piatti a fine cottura, evitando che il calore disperda gli oli essenziali in esse contenuti. Per ogni abbinamento poi basta usare un pò di fantasia.</p>
<p>Fonte immagine: ummagumma71.wordpress.com</p>
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		<title>Cocktail: Martini, la storia del famoso drink</title>
		<link>http://becuoco.it/5481/cocktail-martini-la-storia-del-famoso-drink/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 11:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che tutti chiamano Martini non è il semplice prodotto dell&#8217;omonima azienda che produce bevande alcoliche: è un cocktail tra i più famosi al mondo che ha tra i suoi ingredienti il vermut. Scopriamo insieme la sua storia. Il vermut è un vino liquoroso aromatizzato di gradazione compresa tra i 16 e i 21 gradi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5482" src="http://becuoco.it/files/2012/03/martini_cocktail.jpg" alt="" width="300" height="452" /></p>
<p><strong>Quello che tutti chiamano Martini non è il semplice prodotto dell&#8217;omonima azienda che produce bevande alcoliche: è un cocktail tra i più famosi al mondo che ha tra i suoi ingredienti il vermut. Scopriamo insieme la sua storia.</strong></p>
<p>Il vermut è un vino liquoroso aromatizzato di gradazione compresa tra i 16 e i 21 gradi, ottenuto da vini bianchi cui si aggiungono zucchero e piante aromatiche. La storia del vermut ha inizio nel 1786 quando Antonio Benedetto Càrpano a Torino scelse questo nome riadattando il temine wermut, con il quale veniva chiamata l&#8217;artemisia maggiore in lingua tedesca. Dunque un <a href="http://becuoco.it/2215/cocktail-di-gamberetti-hawaiano/">cocktail</a> internazionale dalle radici italiane, questo è il martini.</p>
<p><span id="more-5481"></span></p>
<p>I primi riferimenti al cocktail martini risalgono invece al <strong>1860</strong> quando il totolare del bar dell<strong>&#8216;Occidental Hotel</strong> sulla Montgomery Street di San Francisco, pare che avesse servito un cocktail di nome Martinez ad un cliente in viaggio appunto per Martinez, città della California.</p>
<p>Ma da cosa è fatto il martini? <strong>Vermut dry</strong> e<strong> gin</strong>, in proporzioni diverse a seconda del barman, ma comunque con il primo che non supera mai la soglia dei due decimi. Oggi il vero martini non può essere considerato tale se non è servito nella sua coppa, rigorosamente gelida e decorata con un&#8217;oliva o una fetta di limone.</p>
<p>Liberando un pò la fantasia, dal mrtini nascono altri cocktail come lo <strong>sweet martini</strong> composto da un centilitro e mezzo di martini rosso e 5,5 cl di gin servito nella coppa da cocktail, aggiungendo una ciliegina al maraschino come guarnizione. Si può anche servire con ghiaccio, ma in questo caso va servito in un bicchiere old fashioned. In quest&#8217;ultimo caso prende il nome di <strong>martini perfect</strong>.</p>
<p>Fonte immagine: arcadiclub.com</p>
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		<title>Risotto zucchine e gamberetti, la ricetta per un primo che sa stupire</title>
		<link>http://becuoco.it/5474/risotto-zucchine-e-gamberetti-la-ricetta-per-un-primo-che-sa-stupire/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 09:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Di Trani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[gamberetti]]></category>
		<category><![CDATA[risotto]]></category>
		<category><![CDATA[zucchine]]></category>

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		<description><![CDATA[Il risotto zucchine e gamberetti appartiene alla tradizione culinaria italiana e rappresenta indubbiamente uno degli abbinamenti più frequentati in cucina. Tradizione però può far rima con innovazione. Scopriamo insieme la ricetta. Il risotto è una delle preparazioni più amate nella cucina italiane  e il connubio tra zucchine e gamberetti è tra i più graditi. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5475" src="http://becuoco.it/files/2012/03/risotto-425x318.jpg" alt="" width="425" height="318" /></p>
<p><strong><em>Il risotto zucchine e <a href="http://becuoco.it/4285/crocchette-di-ceci-e-gamberetti/">gamberetti</a> appartiene alla tradizione culinaria italiana e rappresenta indubbiamente uno degli abbinamenti più frequentati in cucina. Tradizione però può far rima con innovazione. Scopriamo insieme la ricetta.</em></strong></p>
<p>Il risotto è una delle preparazioni più amate nella cucina italiane  e il connubio tra <strong><a href="http://becuoco.it/zucchine-ripiene-al-forno-unesplosione-di-vitamine-e-di-gusto">zucchine</a></strong> e <strong>gamberetti</strong> è tra i più graditi. La classicità degli ingredienti non deve però frenare la nostra <strong>fantasia</strong>: si potrebbe infatti guarnire questo delizioso primo piatto con una <strong>cremina di asparagi</strong>, ottenuta cuocendo una ventina di punte di asparagi in acqua bollente e passandole al minipimer con qualche cucchiaio di panna fresca e una <strong>macinata di pepe</strong>. Avrete un piatto fresco, estivo e soprattutto innovativo.</p>
<p><span id="more-5474"></span></p>
<p><strong>Difficoltà: </strong>facile</p>
<p><strong>Tempo: </strong>30 minuti</p>
<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong></p>
<ul>
<li>320 gr di riso</li>
<li>300 gr di gamberetti freschi</li>
<li>2 zucchine medie</li>
<li>750 ml di brodo vegetale</li>
<li>150 ml di vino bianco</li>
<li>un cucchiaio di burro</li>
<li>mezza cipolla</li>
<li>sale e pepe q.b.</li>
<li>200 ml di panna fresca</li>
</ul>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Laviamo e mondiamo e <strong>zucchine</strong>, riduciamole in cubetti più o meno della stessa dimensione. Tagliamo a fette la <strong>cipolla</strong>. In una casseruola ampia mettiamo a soffriggere il <strong>burro</strong>, aggiungiamo una arte della cipolla e, quando si sarà sciolta, aggiungiamo le zucchine e i <strong>gamberetti</strong>. Mescoliamo per qualche secondo e versiamo un cucchiaio di <strong>brodo vegetale</strong>. In un&#8217;altra casseruola mettiamo a sciogliere il burro restante con la cipolla, aggiungiamo il <strong>riso</strong> e facciamo tostare rigirando sempre. Sfumiamo il riso col <strong>vino bianco</strong> e alziamo la fiamma affinchè la parte alcolica evapori.</p>
<p>Versiamo zucchine e gamberetti ormai giunti a metà cottura nel riso, versiamo poi un mestolo di brodo vegetale bollente lasciando la fiamma bassa. Facciamo assorbire lentamente, regoliamo di <strong>sale</strong>, e solo quando non ci sarà più liquido allora verseremo un altro mestolo di brodo; e così via fino a cottura ultimata del riso. In ultimo mantechiamo con la<strong> panna fresca</strong> e impiattiamo. Buon appetito!</p>
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